LibroIncontro La figlia unica

LibroIncontro speciale Maternità

La figlia unica

“Penso che a un certo punto tutte noi madri ci rendiamo conto di questa cosa: abbiamo i figli che abbiamo, non quelli che immaginavamo o quelli che ci sarebbe piaciuto avere, ed è con loro che dobbiamo fare i conti.»

È arrivato il momento di parlarvi di questo libro che ho dovuto metabolizzare per un po’ di tempo. È stato per me un pugno allo stomaco, ma una scoperta dolorosamente deliziosa.

Laura e Alina si sono conosciute a Parigi quando avevano vent’anni. Ora sono tornate in Messico. Laura ha affittato un piccolo appartamento e sta finendo la tesi di dottorato mentre Alina ha incontrato Aurelio ed è rimasta incinta.

“È storia di tre donne ( io direi anche 4,5 considerando mamma piccione) e dei legami d’amore e d’amicizia che intessono mentre si confrontano con le differenti forme che la famiglia può assumere al giorno d’oggi”.

Faccio una premessa importante: questo libro richiede il coraggio della lettura perché apre strade dentro noi stessi, nelle nostre consapevolezze e nei nostri silenzi interiori che non tutti siamo pronti ad affrontare e calibrare.

Le pagine obbligano il lettore a fare i conti con il proprio specchio interno e allo stesso tempo con le perturbazioni sociali e culturali.

La figlia unica è un romanzo profondo, intenso, ricco di comprensione. In queste pagine la maternità è accettata in tutte le sue forme: dalla sua negazione al suo suo accoglimento, ai dubbi che essa porta con sè, le incertezze e persino i sensi di colpa che la circondano e delle gioie e dei dolori che l’accompagnano.

Perché esistono diversi tipi di maternità: la maternità come rinuncia consapevole, come desiderio, come status da raggiungere, la maternità contrapposta alla carriera lavorativa, il terzo scomodo nella relazione di coppia ma anche la maternità come difficile e autentica scoperta della parte di sé stessi e delle proprie relazioni importanti.

Ma la maternità in questo libro non è solo questo, anzi è soprattutto la coraggiosa possibilità di mettersi continuamente in gioco, di riuscire a fare esperienza di vita giorno per giorno.

In questa narrazione il grande lavoro di accettazione di qualcosa di inatteso e che fa paura ma allo stesso tempo il ritrovare dentro questo ignoto la meraviglia della scoperta non lo compiono solo Alina e Laura, le due protagoniste della storia alle prese con la cura dell’Altro, ma anche il lettore stesso.

Se ha il coraggio e la forza di avventurarsi in questa bellissima e toccante lettura.

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