LibroIncontro di Febbraio: Le difettose, affrontare con coraggio la procreazione medicalmente assistita. Uno sguardo sulla coppia.

Le Difettose, di Eleonora Mazzoni, Einaudi Editore

Ogni tanto mi vengono dei lividi, che non sapendo come giustificarli, mi hanno costretto ad interrompere i massaggi. Questi grandi segni blu mi fanno provare una specie di tenerezza nei miei confronti, e nello stesso tempo mantengono viva la vergogna di non riuscire a procreare. Vergogna antica. In tutte le civiltà e in qualsiasi epoca la mancata capacità di riprodursi è vissuta come disgrazia e punizione divina. Porto un carico molto pesante sulle spalle”

Queste sono le parole di Carla mentre descrive i lividi lasciati dalle punture di ormoni: quasi quarant’anni, una relazione sentimentale soddisfacente, un lavoro che le piace e di cui è molto orgogliosa, un carisma che riesce ad attirare le persone su di sè. Ma c’è un vuoto nella sua vita, che diventa sempre più incolmabile, Carla non riesce ad avere un figlio e per una come lei, abituata a centrare sempre l’obiettivo, il senso di fallimento brucia senza consumarsi. Una lotta con se stessa dove forse Carla, impegnata nel percorso di procreazione medicalmente assistita, dovrà ammettere che avere un figlio non è un diritto. 

Una realtà complessa, quello della speranza della maternità, raccontata, in questo libro esordio della Mazzoni, con ironia ed intelligenza.

Ho voluto condividere queste parole per aprire una riflessione su un tema molto complesso, nel quale i fattori psicologici implicati, e quelli legati alla dimensione della coppia e familiare, appaiono ancora poco studiati rispetto, invece, all’importanza che hanno nel processo di fecondazione assistita.

Le linee guida stilate nel 2015 in merito alla procreazione medicalmente assistita hanno sancito l’obbligo da parte dei centri di PMA di prevedere la possibilità di un servizio psicologico per la coppia, ma siamo sicuri che in questo lungo processo, faticoso, emozionante, e anche doloroso, viene data la giusta importanza ai fattori emotivi e psicologici che coinvolgono la coppia?

Secondo Margherita Riccio, Psicologa e Psicoterapeuta sistemico relazionale, responsabile del Servizio “Cicogna distratta”, vi è, in Italia, l’assenza di una cultura delle relazioni nella fecondazione medicalmente assistita, che permetta agli operatori che se ne occupano, di avere in mente la coppia, come una dimensione distinta dall’io e da tu, dalla donna e dall’uomo che la compongono, ma che è rappresentata dal Noi della loro relazione. Ma avere una cultura delle relazioni, non significa solo questo ma significa anche tener presente la fase del ciclo di vita in cui la coppia si trova; conoscere le dinamiche che si possono innescare tra i partner durante la preparazione, il trattamento, l’attesa; tener presente il contesto allargato nel quale la coppia è inserita e la qualità dei rapporti dei partner con le famiglie di origine; conoscere i meccanismi difensivi e l’impatto devastante che può avere un fallimento (nel libro “Le difettose” della Mazzoni questo aspetto è trattato molto bene); sapere che per accogliere un bambino, ci vuole un nido, fatto di condivisione e di sostegno reciproco.

In conclusione, dare valore alla dimensione relazionale del percorso di procreazione assistita non solo potrebbe contribuire alle percentuali di successo delle gravidanze, ma permetterebbe di attuare una prevenzione secondaria del legame di coppia, perché il successo non può essere rappresentato solo dal “bambino in braccio” (M. Riccio , 2017), ma anche dalla possibilità per la coppia di affrontare il lutto e ritrovare la possibilità di un progetto generativo.

Genitori si diventa insieme”

 

 

 

 

 

 

Bibliografia

E.Mazzoni, “Le difettose”, Einaudi Editore

M.Riccio “La cicogna distratta, il paradigma sistemico relazionale nella clinica della sterilità e dell’infertilità di coppia, Franco Angeli Editore

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