“Quello che pensi può accadere”, la profezia che si autodetermina nelle nostre relazioni

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“Ma dottoressa, cosa sta dicendo??? Ma davvero se penso a quella cosa tanto intensamente può avverarsi?? E così ho risolto tutti i miei problemi!!!” . Sarebbe bello dirvi che qualsiasi cosa pensiamo, se la pensiamo intensamente, questa prima o poi si avvererà, ma non posso farlo… Posso però parlarvi di uno dei fenomeni più affascinanti della Psicologia, “la profezia che si autoavvera o si autodetermina”.

Fermi tutti! Questa NON E’ MAGIA!

Ma è “una supposizione che, per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria “veridicità”. Mi spiego meglio: tutti noi, sulla base delle nostre precedenti esperienze di vita, ci portiamo dietro delle convinzioni che diventano così ben radicate nel tempo, tanto da influire su tutti i nostri successivi comportamenti. Le convinzioni, ossia le nostre credenze, influenzano le aspettative che abbiamo di noi stessi e degli altri, ognuno di noi ne possiede di sue o indotte da altri ed esse, ripetute nel tempo, si trasformano in un vero “credo soggettivo” creando in noi delle “finte verità” di cui spesso non siamo consapevoli. Ne siamo davvero convinti e ci crediamo davvero, “cascasse il mondo!” E se la nostra credenza è una “finta verità”, solo il fatto di crederla vera, fa sì che pensiamo e ci comportiamo in modo tale da rafforzarla e farla diventare reale. Ed ecco qua che la profezia si avvera “Lo avevo detto” “Lo avevo previsto” “che ti dicevo? … Avevo ragione” (con sorriso sornione di compiacimento).

Quindi, nel momento in cui ciascuno di noi si impegna con i propri comportamenti per evitare ciò che più teme si ottiene l’esatto opposto rispetto a ciò che invece si spera. E così alla fine siamo noi stessi a causare gli eventi che invece avremmo tanto voluto evitare.

kungfu_panda2_5_N“A volte si causano certe azioni con la strada che si fa per evitarle”. Questa frase viene pronunciata dal maestro di Kung fu. Nel film Kung Fu Panda (2008), il maestro di Kung Fu Oogway, ha una visione secondo cui un pericoloso cattivo Tai Lung (anch’egli maestro del Kung Fu), scapperà dalla prigione dove è rinchiuso. Il maestro del cattivo, il maestro Kung Fu, Shi-fu, fa di tutto per evitarlo, ma proprio ciò porterà alla sua evasione.

ATTENZIONE!

Queste credenze possono influenzare le nostre RELAZIONI. Vi riporto alcuni esempi che potranno aiutarci a riflettere e a ricordare se qualche volta ci siamo ritrovati in queste stesse situazioni:

  • Federico si convince che il suo matrimonio sia in crisi, ed essendo sempre più convinto di questo, Federico si comporta come se il suo matrimonio fosse già finito. Spesso osserva solo la distanza tra lui e la moglie e i momenti di vicinanza sembrano che avvengano sempre meno. Così facendo mette in atto sua serie di pensieri e di comportamenti che portano al conflitto, che generano una distanza tra lui e la moglie e che mettono in crisi questo legame.
  • Francesca si convince che la figlia Anna stia diventando una “piccola peste”. Così inizia a notare tutte le volte che Anna “si comporta male” e che disobbedisce agli adulti e inoltre inizia a sottolineare sempre più frequentemente tutte le volte che Anna combina qualche “marachella”. Convinta di questa sua credenza, Francesca, inizierà a parlare alla figlia riferendosi a lei come se fosse una piccola peste. “Sei sempre la solita peste”, dirà alla figlia, “Anna sta diventando sempre più peste”, riferirà alle amiche. Questo aumenterà l’enfasi ogni volta che la piccola Anna farà qualcosa di sbagliato, attirerà l’attenzione della mamma che è preoccupata che diventi una peste e aumenteranno i rimproveri. Alla fine la definizione “peste” convincerà Anna di esserlo realmente e aumenterà la probabilità che combini marachelle andando così a rinforzare la credenza della mamma.

“Ma Cosa possiamo fare?”.

Possiamo ricordare a noi stessi che le credenze possono essere anche POSITIVE: queste possono potenziarci e ampliare le nostre possibilità. Tutto ciò che abbiamo appreso, e di conseguenza le nostre convinzioni, va compreso e bisogna imparare a dare un significato a tutto ciò. Come?

Mettiamoci in discussione, rivedendo certi tipi di convinzioni possiamo migliorare le nostre relazioni!

Vi lascio con qualche piccolo input rispetto alla modificazione delle convinzioni che ci mettono in difficoltà con noi stessi e con gli altri. Non sono soluzioni per sconfiggere le nostre credenze disfunzionali, ma possono aiutarci a riflettere su quanto queste credenze non siano realmente veritiere e su quanto spesso ci limitano.

  1. Osserviamo le nostre credenze, quelle che ci mettono in difficoltà con noi stessi e con altri e che ci impediscono di realizzare ciò che realmente vogliamo fare. Scriverle su un foglio può essere utile.
  2. Riflettiamo sulle nostre credenze, sono solo credenze, non sono realtà.
  3. Dalle credenze negative a quelle positive. Per ogni credenza negativa su noi stessi e sugli altri, creiamone una positiva.
  4. Associamo qualcosa di positivo alle nostre credenze disfunzionali. Pensiamo a tre credenze che ci limitano e cerchiamo di associare a queste un’emozione positiva.

 

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