Un “colpo al cuore”, la perdita, l’assenza e il lutto

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Ho riflettuto molto su come trattare questo tema delicato all’interno del blog e ancora adesso non sono sicura di aver trovato il modo “giusto”. Si perchè davanti ad una tematica così intima e profonda come quella della morte spesso non riusciamo a trovare le parole appropriate: “Non sapevo cosa dirle”, “Non ho parole per questo momento”, sarà capitato a tutti di trovarsi in situazioni come questa, quando muore una persona cara ad un nostro amico o, ancora più difficili, quando la morte tocca le nostre vite, un parente, un amico… E’ innegabile, la morte è sempre uno degli aspetti più dolorosi e difficili da affrontare.

Numerosi clinici hanno constatato il numero elevato di famiglie che chiedono aiuto poco dopo il decesso di un parente. Arrivano con diversi sintomi legati ad una sofferenza (dall’enuresi al calo del rendimento scolastico di un figlio, a sintomi psicosomatici di uno dei membri della famiglia…), che compaiono o si sono amplificati poco dopo la morte del parente (Goldbeter-Merifeld, 2005). Ma di rado le famiglie riescono a fare un accostamento tra la morte e l’apparizione del problema.

Essere in grado di elaborare un lutto sembra essere indispensabile alla crescita delle persone, ma non è così facile. L’evento morte non è un passaggio da una fase all’altra della vita, ma la trasformazione di una condizione di vita. Spesso la morte è stata considerata come un fattore individuale ma in realtà la componente relazionale del lutto è un aspetto da non sottovalutare. Infatti, la morte obbliga i familiari a confrontarsi con l’inevitabilità del distacco. Questi eventi cambiano del tutto il sè dell’individuo: la famiglia, dopo la morte di una persona cara, deve far fronte oltre alla perdita stessa, anche ai cambiamenti individuali generati nei singoli membri (non si è più madri di…, ma si diventa l’essere stata madre di…, oppure l’essere stato figlio o fratello di…).Ciascuno nella sua reazione al lutto si ri-organizza sia in funzione delle risorse del gruppo familiare, sia in base alle risorse e alle necessità individuali.

Siamo tutti diversi e per questo ognuno di noi reagisce all’evento luttuoso in maniera differente: c’è chi si chiude in se stesso preferendo il silenzio, c’è chi ha reazioni di rabbia e conflittuali con i propri cari, c’è chi sviluppa un sintomo…Le strategie che la famiglia adotta di fronte al lutto  influiscono su ciascuno dei singoli membri. Il vissuto traumatico del lutto a  volte può essere superato senza un aiuto specifico, altre volte si sente il bisogno di rivolgersi a un professionista, qualcuno che ci prenda per mano e ci accompagni nel percorso di elaborazione del lutto. In ogni caso, è importante lavorare non solo sull’emotività individuale, ma anche sulle reazioni del sistema familiare. E’ guardando al contesto relazionale in cui vive l’individuo che sarà possibile comprendere cosa la persona ha perso con la morte del proprio caro.

Con la perdita di un membro familiare si costituisce un nuovo sistema e solo dando significato a questa perdita, e inserendola nella storia della famiglia, si potrà accettare l’inizio di una nuova fase di vita per tutti i componenti. Il dolore è un sentimento normale.

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