Le emozioni che aiutano a vivere

“Non bisogna opporre resistenza nè fuggire dal problema ma entrare in esso, fare parte di esso, usarlo come elemento di liberazione”

Alejandro Jodorowsy

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Gianni Berengo Gardin

2 Gennaio, sono i primi giorni dell’anno e tutti noi iniziamo a fare i conti con i nostri desideri e con gli obiettivi da raggiungere durante questo 2018 ormai sopraggiunto. Sui siti internet che si occupano di Psicologia o di Benessere in generale troviamo articoli su come imparare a raggiungere gli obiettivi prefissati, su come realizzarci nella vita professionale e sentimentale e su come imparare a prenderci cura del nostro corpo dopo le “abbuffate” natalizie. Iniziamo a scrivere sulle nuove agende la lista dei desideri:

  1. “Vorrei perdere almeno 10kg entro l’anno”
  2. “Vorrei imparare a migliorarmi nel mio lavoro”
  3. “Vorrei trovare un/a compagno!a”
  4. “Vorrei comprarmi una nuova macchina”
  5. “Vorrei…”

Tutti ottimi consigli, tutti ottimi propositi: alla  base c’è la volontà di raggiungere la “felicità”. Questo periodo dell’anno, queste liste in cui ci auspichiamo di non soffrire, di non avere problemi, che tutto vada per il verso giusto mi fanno sempre riflettere sul “come” pensiamo di raggiungere questa felicità. Mi chiedo “è possibile essere felici senza aver conosciuto la sofferenza? senza aver fatto i conti con le nostre paure, con le preoccupazioni, con la rabbia e con le emozioni cosiddette negative?”. “E’ possibile essere felici e basta?”.

Qualche tempo fa mi sono imbattuta su un articolo molto interessante su d.reppubblica.it in cui si parlava proprio di questo: la cultura del sorriso, del pensiero positivo a tutti i costi, della felicità che ha imperversato negli ultimi decenni, ha tolto profondità alla vita psichica e spessore ai nostri stati d’animo, inducendo a farci perdere contatto con parti di noi, sfuggendole o banalizzandole. Facendoci credere che la sofferenza vada solo curata, anestetizzata e annullata.

Non è così!

Nell’articolo della collega Gasperini vengono citati evidenti studi a conferma del fatto che le esperienze traumatiche smuovono, nella maggioranza dei casi, una crescita psicologica positiva. Dopo una sofferenza possiamo migliorare la nostra vita, e vivere esperienze di miglioramento che certe volte si rivelano intense come relazioni più profonde, senso di forza interiore, individuazione di nuove possibilità per la propria esistenza.

“Più vacilliamo, più lasciamo andare le idee e ripartiamo da zero, meglio possiamo riorganizzarci per inseguire altre opportunità, aprire nuove vie.”

Con questo non voglio dire che sia utile vivere esperienze caratterizzate da sofferenza! Ma lo scopo è indurre ad una riflessione: sulla nostra strada verso la felicità potrà capitarci di trovare degli ostacoli non previsti ma non per questo dobbiamo far finta di non averli visti perchè prima o poi inciamperemo. Imparare invece ad affrontarli e superarli può essere un obiettivo utile. A cosa mi riferisco?

Alle emozioni negative.

Gli studi dicono che il tentativo di sopprimere pensieri e sentimenti negativi è controproducente. Perché provare a bypassare le emozioni dolorose aggirandole con sorrisi e pensiero positivo è come tagliare parte di ciò che siamo: non saper stare in sintonia con la complessità, e il disordine se vogliamo, della nostra vita profonda. Gran parte delle persone che incontro nel mio lavoro soffrono proprio perchè per molto tempo non hanno fatto i conti con le emozioni “negative”, illudendosi che non esistevano nella loro vita. Ma prima o poi queste tornano e siamo costretti a vivercele e ad elaborarle per poter stare meglio.
Il senso delle emozioni è aiutarci a comprendere gli eventi, valutare le nostre esperienze per poi adattarsi e crescere. Quindi attraversarle ed elaborarle. I sentimenti “cattivi”, che vorremmo scrollarci di dosso come sabbia, hanno valore di sopravvivenza: ci segnalano problemi di relazione, di rapporto con noi stessi. Il dolore non è mai insignificante perché parla di noi, dice che qualcosa va rivisto, ripensato, che ci ha fatto male, che dobbiamo interessarci a quello che sta accadendo, cambiare qualcosa.

“Momenti di buio, sconforto, lacrime sono risposte adattive importanti, aiutano a reagire e a ristrutturarci sulla base delle nuove esigenze. Rifiuti, frustrazioni, delusioni, perdite sono in ognuno di noi, inutile fingere di stare sempre bene per forza. Il nostro benessere è un processo che si assesta attraverso stati d’animo complessi

Più evitiamo sentimenti e pensieri negativi, in effetti, più diamo loro potere. Ricerche recenti stanno scoprendo che questi stati d’animo sono funzionali al nostro benessere: i soggetti che non accettano questi stati d’animo “negativi” ne pagano le conseguenze più alte in termini di salute e benessere.

Gli studi confermano che sentirsi tristi o arrabbiati è essenziale per il nostro benessere psicologico. Ad esempio è stato visto che la tristezza aiuta la memoria, incrementa la motivazione e sviluppa empatia, che la nostalgia aiuta a dare continuità al nostro percorso e un senso a ciò che abbiamo vissuto, e che la rabbia svolge funzioni di difesa, se gestita. Ma soprattutto è emersa l’importanza di esprimere e riconoscere l’intera gamma delle emozioni. Accettarle. Accoglierle. Non esserne spaventati, non rifuggirle, non cercare di ricacciarle. Facendo della vulnerabilità la chiave della nostra autenticità e delle avversità, occasioni di crescita.

Il “guru” dei giovani ( e dei meno giovani) della musica italiana Vasco Rossi, in suo testo, ci racconta la sua esperienza con le emozioni: dopo “una vita spericolata” dove ha cercato di difendersi dalle paure e dalle angosce con la fuga e con le convinzioni su quanto queste facessero solo male, alla fine “si arrende” e impara ad affrontarle perchè comprende che è l’unico modo per sopravvivere alla loro stessa esistenza.

“Ho fatto un patto sai con le mie emozioni. Le lascio vivere e loro non mi fanno fuori”

V.Rossi

Tra i miei buoni propositi di quest’anno c’è sicuramente questo:

  • Vorrei continuare a convivere con tutte le mie emozioni: accoglierle, sfidarle, accettarle, comprenderle, condividerle.

Buon Anno!!!

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